APPROFONDIMENTI

 

IL RUOLO DEGLI APPROFONDIMENTI TEORICI DEL TAI CHI CHUAN

Il Tai Chi Chuan è una disciplina molto articolata che ha le sue radici in un insieme di scuole di pensiero di grande interesse, sopravvissute a molti secoli di storia e ricche di spunti di riflessione anche per la vita di ogni giorno. Nel seguito è riportata una sintetica esposizione dei suoi principi e sono indicate almeno in parte le molteplici sorgenti di informazione disponibili per chi intende approfondirne gli aspetti teorici. Per quanto riguarda in particolare la documentazione prodotta dall'Associazione, incluso questo sito, l'obiettivo è quello di renderla il più chiara e semplice possibile, evitando ingiustificate oscurità ed inutili cineserie che fanno torto ai significati universali di questa disciplina.

D'altra parte sembra opportuno invitare alla cautela. Il Tai Chi Chuan è una disciplina essenzialmente pratica. Per esercitarsi con efficacia è necessario e sufficiente ascoltare con attenzione gli insegnamenti dati da un buon maestro nel corso delle lezioni e cercare di concentrarsi sulla loro immediata applicazione. Indulgere a considerazioni teoriche porta a rendere inutilmente complicata una pratica che per essere condotta appropriatamente richiede mente libera e concentrazione, ed a spostare indebitamente l'attenzione da essa a nozioni teoriche che di per sé non aiutano a raggiungere i risultati voluti. Si invita perciò chi consulta il nostro sito e non ha già una buona conoscenza pratica del Tai Chi Chuan ad astenersi da eccessive considerazioni teoriche. Avrà tempo di farlo più avanti nel lungo viaggio che il Tai Chi Chuan merita. La stessa avvertenza riguarda chi non è interessato, o non lo è ancora, a raggiungere un livello di intensità della sua pratica che presuppone una comprensione approfondita dei principi in essa applicati.

 

I PRINCIPI DEL TAI CHI CHUAN

Dalla medicina tradizionale cinese il Tai Chi Chuan ha tratto principi e tecniche utili per l’accrescimento della vitalità della mente e del corpo, in modo che risultino accentuate la sensibilità nella percezione e nella interpretazione dei segnali che ci arrivano dal nostro stesso corpo e dall'esterno e la prontezza dei nostri riflessi. E' inoltre necessario controllare tutte le parti del corpo guidandone con precisione i movimenti in accordo ad un insieme di regole molto dettagliate. Queste regole debbono essere memorizzate e praticate con perseveranza, continuando a correggere i propri errori, fino al punto di rendere istintiva la loro corretta applicazione, anche quando è necessaria una elevatissima velocità di risposta. Queste capacità risultano cruciali per il Tai Chi Chuan che fa affidamento su di esse per evitare lo scontato predominio in un incontro marziale di chi è dotato di un corpo molto più robusto e di una muscolatura moto più sviluppata. Esse sono peraltro di grande utilità in molte occasioni della vita quotidiana, e la via per migliorarle è quella di ricercare una buona salute fisica e mentale. Va qui ricercata la principale ragione della doppia valenza del Tai Chi Chuan: arte marziale e pratica per la salute.

In breve, le tecniche adottate a qusti fini dalla medicina tradizionale cinese sono una respirazione calma e resa profonda con l'intervento del diaframma, il mantenimento di una postura corretta allineando propriamente le parti del corpo, la fluidità e la continuità dei movimenti, con la eliminazione sia di tensioni emotive che possano compromettere la nostra capacità di "ascolto" e la nostra concentrazione mentale, sia di rigidità articolari e muscolari che ostacolerebbero i flussi in tutto il corpo del sangue ossigenato e della cosiddetta “energia interna” o soffio vitale ”ch’i” (“qi”) da cui dipende la vitalità del nostro corpo. La medicina tradizionale ha anche definito in grande dettaglio un sistema estremamente complesso di canali e di vasi che pervade tutto il corpo e in cui circola questa energia. Rilevante è inoltre la possibilità di stimolarne i flussi con la mente (“l’energia segue il pensiero”) e di governare così i movimenti di tutte le parti del corpo.

Da questo modello sono state derivate nel corso dei secoli varie pratiche terapeutiche, in particolare l'agopuntura e il "Chi Kung"("Qi Gong"), insieme di esercizi per la stimolazione ed il controllo della circolazione nel corpo di questa energia. Queste pratiche sono di crescente diffusione anche nel mondo occidentale nonostante gran parte della scienza moderna neghi l'esistenza del "ch'i che non è sperimentalmente rilevabile.

Per costruire un modello conoscitivo del Tai Chi Chuan coerente e a cui poter fare pieno riferimento senza oscurità e dubbi, anche se esso include tecniche dimostratesi efficaci per molti secoli ma il cui fondamento tradizionale è negato dalla scienza, è necessario adottare un approccio pragmatico. A nostro parere un'approsimazione grossolana ma efficace consiste nell'assimilare il flusso di energia interna "ch'i" ai flussi di natura elettrica governati dal sistema nervoso che non è preso in considerazione dalla medicina tradizionale cinese.

Un altro accorgimento adottato dal Tai Chi Chuan per ridurre la necessità a fini marziali di masse muscolari molto sviluppate nella parte superiore del corpo, è l’impiego nei confronti dell’avversario di una "forza interna" o "forza elastica"  derivante dall’amplificazione di quella ottenibile con la contrazione dei muscoli. Per sviluppare questa forza è necessario impiegare la forza di gravità che determina il nostro peso e, quando è necessario, l'energia emessa dall’avversario nei nostri confronti che non siamo riusciti ad evitare e che dobbiamo cecare di assorbire per trarne vantaggio. Se, a somiglianza di quanto avviene quando si salta, si tendono i muscoli ed i tendini della gamba piegando il ginocchio ed in sequenza si contraggono gli stessi muscoli e tendini cercando di raddrizzarlo, si crea una forza amplificata che può essere trasferita, se così è deciso dalla nostra mente, dal piede di appoggio alla parte del corpo impiegata nell'azione marziale. In termini di fisiologia moderna si parla di “contrazione eccentrica”, di "stretch-shortening cycle" e di “pliometria”. I testi classici del Tai Chi usano l’immagine di tendere l’arco prima di scagliare la freccia. Un’altra utile immagine di riferimento è quella della catapulta.

Nella "forma" questa tecnica richiede l'esecuzione di flessioni su ciascuna delle due gambe quando su di essa si fa insistere alternativamente il peso del corpo. Le flessioni sono solitamente eseguite in modo non accentuato senza che ne derivino sforzi fisici particolarmente significativi. La ripetuta formazione della "forza interna" porta ad un aumento della elasticità dele nostre gambe e ad un aumento del nostro senso dell'equilibrio, con benefici effetti per la nostra vita quotidiana.

La "forza interna" così sviluppata rende disponibile una potenza meccanica relativamente elevata, in ogni caso sensibilmente maggiore di quella ottenibile facendo affidamento soltanto alla contrazione delle masse muscolari, ed è impiegabile per tempi brevissimi e con spostamenti di minima ampiezza. Per questa ragione essa può essere utilizzata a fini marziali soltanto quando si è già in contatto con l’avversario. Vincere la tentazione di muovere le braccia e le spalle indipendentemente dal resto del corpo per esercitare un attacco nei confronti di un avversario, potendo così fare uso soltanto della forza derivante dalla contrazione dei muscoli di queste parti del corpo, è una delle principali difficoltà dello "spingi con le mani".  

Un principio fondamentale del Tai Chi Chuan riguarda le nostre relazioni con il mondo esterno, ed è una diretta applicazione del pensiero trasmesso da “I Ching” (il “Libro dei Mutamenti” le cui prime tracce scritte risalgono al secolo XI a.C.) e dai testi del primo Taoismo (IV secolo a.C.). Da quella antica cultura ci arriva il messaggio di ricercare relazioni simbiotiche con il mondo con cui interagiamo, e di cui dobbiamo “sentire” di far parte, cercando di “ascoltare ed interpretare” i suoi continui cambiamenti ed adattandoci ad essi in modo flessibile, senza perdere il contatto. Il punto fondamentale è quello di cedere in modo flessibile ad azioni provenienti dall’esterno, cercando di controllarle ma senza opporsi ad esse con violenza, ed intervenendo in modo attivo soltanto quando è per noi più conveniente.

Questo messaggio è sempre più richiamato dalla cultura occidentale in un periodo storico in cui tutti – individui e organizzazioni – dobbiamo imparare a convivere con fenomeni globali che sono al di fuori del nostro controllo. Se riuscissimo ad applicarlo, ci sarebbe possibile rendere allo stesso tempo meno conflittuali e più efficaci le nostre interazioni con il mondo esterno. Una sua applicazione diretta riguarda le nostre relazioni interpersonali in situazioni di manifesto o potenziale conflitto, e porta a ridurre gli stress che normalmente le accompagnano.

Dal punto di vista marziale, la conseguenza di questo principio è che un'azione di difesa precede sempre un'azione di attacco. Le azioni di difesa - evitare di essere colpiti, deviare l'attacco, assorbire se necessario l'energia emessa dall'avversario senza fare un'opposizione rigida - hanno il compito non soltanto di neutralizzare un attacco dell'avversario, ma anche quello di preparare l'eventuale successiva azione di attacco da parte nostra, disponendo le parti del corpo nella configurazione più appropriata per eseguirla. Il ciclo di azioni tipico del Tai Chi Chuan è "apertura" (difesa, formazione della "forza interna", espansione del corpo) - eventuale emissione nei confronti dell'avversario dell'energia associata alla "forza interna" o sua dissipazione in calore - ""chiusura" ("raccolta" delle parti del corpo). In ogni stile di Tai Chi Chuan è codificata una serie numerosa di tipi di difesa, ciascuno dei quali è la risposta ad un attacco eseguito dall'avversario con specifiche modalità. Le regole di esecuzione che ne derivano possono arrivare a notevoli complessità, e questa è una delle ragioni per le quali gli stili tradizionali sono stati oggetto di un processo più o meno accentuato di semplificazione.

Nel Tai Chi Chuan per neutralizzare gli attacchi dell'avversario sono frequentemente impiegate rotazioni del corpo. Concentrare alternativamente il proprio peso su una delle due gambe permette di realizzarle con agilità (anche nelle posizioni in cui entrambi i piedi poggiano sul terreno, la maggior parte del peso grava su uno di essi). Questo è un caso particolare di una regola più generale: in ogni istante il corpo deve essere diviso in due parti, una pesante, "sostanziale", capace di emettere energia nei confronti dell'avversario ("yang"), e l'altra leggera,"inostanziale", cedevole ("yin"). Le due parti debbono ciclicamente cambiare il loro stato. In tutti i movimenti deve essere mantenuto un equilibrio stabile. La condizione necessaria è che la parte superiore del corpo si mantenga sempre eretta con il baricentro allineato verticalmente con il piede di appoggio, che deve essere ben radicato sul terreno. Elasticità del corpo, agilità ed equilibrio sono di grande utilità in molteplici occasioni della vita quotidiana indipendentemente dalla loro rilevanza marziale ed il loro accrescimento è uno dei più evidenti benefici che possono derivare dalla pratica del Tai Chi Chuan.

Per applicare l'insieme dei principi prima indicati tutte le parti del corpo debbono essere controllate dalla mente, intesa come continua attenzione e volontà cosciente che con l’esercizio può diventare istintiva, e si debbono muovere insieme, comandate dai muscoli della parte centrale del corpo, e con gli allineamenti richiesti per ottenere flussi intensi di energia interna e di forza elastica. Elemento essenziale è la intenzione di realizzare questi flussi e di eseguire i movimenti appropriati di tutte le parti del corpo, che risultamo essere “propulse” dalla mente. Come dicono i testi classici del Tai Chi Chuan, “prima nella mente e poi nel corpo”.

Per ottenere la concentrazione necessaria, bisogna liberarci da altri pensieri, prendere il pieno controllo del nostro corpo e dei nostri comportamenti e mantenere calma e tranquillità in ogni situazione, evitando reazioni confuse ed emotive anche quando è richiesta grande prontezza di reazione e non è possibile intervenire con il ragionamento. Nella antica cultura cinese e nella tradizione del Tai Chi Chuan la capacità di avere una consapevolezza piena ma distaccata di noi stessi e della realtà con cui interagiamo è associata allo “spirito” (“shen”), uno dei tre tesori identificati dalla medicina tradizionale cinese (gli altri due sono l’essenza vitale “ching” e l’energia interna “ch’i”). La necessità di liberarsi da tensioni ed ansie per vivere compiutamente il momento presente, oltre ad essere un precetto de pensiero taoista, è richiamata in varie forme dalle culture tradizionali dell'India e dell'Estremo Oriente, ed è un principio fondamentale del pensiero Zen, sviluppato in Giappone a partire dal buddhismo cinese "Chan". Nella tradizione del Tai Chi Chuan lo stato di assenza di rigidità fisiche e di pensieri estranei alla situazione che si sta vivendo è indicata con il termine "sung" ("song") che è impropriamente tradotto in mancanza di alternative con il termine "relax" , che nel nostro linguaggio abituale è frequentemente inteso come completo collasso, fisico e mentale.

Se si riesce a raggiungere un buon livello in questo percorso di cambiamento, allora davvero “il morbido può vincere il duro” come dice Lao Tzu, cui è attribuito un testo fondamentale del primo pensiero taoista, il “Libro della Via e della Virtù”.

Non è da sorprendersi se il Tai Chi Chuan, disciplina che ci fa gradualmente sviluppare le capacità che abbiamo prima indicato, risulta ad un esame obbiettivo più efficace per la nostra salute e la nostra forma psico-fisica di molti altri esercizi, anche di quelli che in questi ultimi tempi sono diventati di moda.

 

LO STILE DEL PROF. CHENG MAN CH’ING

Cheng Man Ch’ing (1901 – 105) fu uno degli allievi preferiti di Yang Chen-fu, l’esponente della famiglia Yang che ha dato il volto finale allo stile che ha preso il nome di questa famiglia. Nella seconda metà degli anni ’30 iniziò a sua volta ad insegnare Tai Chi Chuan e definì una forma a mani nude derivata da quella insegnata dal suo Maestro. Sebbene egli abbia sempre definito “forma semplificata” il principale risultato delle sue innovazioni, si può parlare di un suo vero e proprio “stile”, anche se esso continua a essere vicino allo stile Yang. Dell’insegnamento di Cheng Man Ch’ing fecero parte anche una sua forma con la spada, e tecniche particolari di esecuzione dello “spingi con le mani” e della scherma con la spada.

Un video estratto da YouTube che mostra il Prof. Cheng Man Ch’ing eseguire una parte della forma a mani nude è il seguente.

Su TouTube sono disponibili altri video che mostrano Cheng Man Ching eseguire l’intera forma a mani nude, la forma con la spada ed applicazioni marziali.

La modifica rispetto allo stile Yang più evidente consistette nella riduzione delle ripetizioni delle stesse posture che erano incluse nella forma Yang. Scrive Cheng Man Ch’ing:

“Io ebbi dei dubbi sul numero di ripetizioni nella forma, poiché esse non erano di beneficio né alla sostanza della forma stessa, né alle sue applicazioni … Delle ragioni per un grande numero di ripetizioni, forse nessuna è valida. …. In molte occasioni cercai di semplificare la forma, ma non ebbi mai il tempo di farlo completamente. Nel 1937 però, iniziò la guerra cino – giapponese ed io ebbi l’incarico di presiedere all’addestramento nelle arti marziali dell’Accademia Militare della provincia di Honan. Il Tai Chi Chuan era una parte essenziale del curriculum dei corsi. Io dovetti semplificare la forma in modo di diffonderla, cosa che dovevo fare per contribuire a rinforzare il mio paese…”

Cheng Man Ch’ing apportò alla forma dello stile Yang altre modifiche meno evidenti ma di non minore rilevanza. Queste modifiche derivarono dalla profonda conoscenza che egli aveva della medicina tradizionale cinese e degli antichi testi classici in cui il Tai Chi Chuan affonda le sue radici, unita alle esperienze maturate con una pratica intensa. Per numerosi anni si dedicò infatti ad una pratica completa del Tai Chi Chuan sperimentandone anche gli aspetti più marziali con grande passione e umiltà.

La “forma” risulta più “interiorizzata”, più “naturale” e più fluida. I flussi di energia interna possono essere più intensi ed equilibrati di quelli raggiungibili con altre “forme”. Secondo tutti quelli che la praticano correttamente con una sua ripetuta esecuzione si ottengono una carica di energia vitale ed una calma interiore che permangono a lungo.

La forma dello stile Yang è visibilmente più marziale, e mostra con maggiore evidenza le sue possibili applicazioni. Ma se eseguita correttamente e con i giusti flussi di energia, la forma di Cheng Man Ch’ing costituisce un’applicazione accurata dei principi del Tai Chi Chuan, e può portare a livelli di questa disciplina più intensi e più completi. anche se meno visibili. La sua forma ha una marzialità interiore di grande rilevanza, pur apparendo un esercizio “innocuo”, lontano dalle arti marziali. Il gesto marziale nasce all’interno per essere poi portato fuori quando necessario.

Lo stile di Cheng Man Ch’ing è molto diffuso. Numerose scuole che insegnano questo stile esistono nei paesi dell’Estremo Oriente - in particolare a Taiwan, in Malesia, a Singapore – negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e nei paesi dell’Europa occidentale. Per informazioni sulla sua diffusione in Italia si veda la pagina I corsi. Lo stile di Cheng Man Ching non è invece diffuso nella Cina Continentale che egli lasciò nel 1949 per motivi politici. Questa situazione sta però gradualmente cambiando, ed il suo stile inizia ad essere introdotto anche nella comunità di arti marziali del suo paese natale, che lo aveva deliberatamente ignorato per molti anni.

 

PER SAPERNE DI PIÙ

Per un primo approfondimento sugli argomenti trattati in questa pagina si può fare riferimento alle seguenti documentazioni prodotte dall’Associazione e disponibili su questo sito:

Agli stessi argomenti sono state dedicate varie note riportate nel centinaio di newsletter distribuite dalla Associazione dal 2005 al 2013 (vedi  INDICI NEWSLETTER). Chi voglia ricevere una copia di una o più delle newsletter indicate in questo indice può farne richiesta inviandoci una email. I Soci possono accedere ad un’area di questo sito a loro riservata, dove trovano, oltre che altri riferimenti, un archivio delle newsletter pubblicate (settanta al mese di ottobre 2011).

Indicazioni sui libri e sui siti Internet di maggiore interesse per questi argomenti sono disponibili nella pagina LIBRI E LINK.

Per comprendere principi e tecniche di esecuzione della “forma” e dello “spingi con le mani” si raccomanda lo studio dei cosiddetti “TESTI CLASSICI” del Tai Chi Chuan, brevi composizioni scritte in gran parte nella seconda metà dell’ottocento, che si possono agevolmente ritrovare in Internet, oltre che, alcune volte parzialmente, in vari testi stampati.

Bisogna tuttavia ricordare che per il Tai Chi Chuan più che per altre discipline vale la regola aurea “La pratica vale più della grammatica”. Della pratica fanno ben s’intende parte la conoscenza e la comprensione approfondita dei principi e delle regole di esecuzione.