COS'È IL TAI CHI CHUAN ( TAIJI QUAN )

•     Un’arte marziale diversa dalle altre ed utile a tutti
•     I suoi principi
•     Perchè praticare il Tai Chi Chuan?
•     Per saperne di più

UN’ARTE MARZIALE DIVERSA DALLE ALTRE ED UTILE A TUTTI

Il Tai Chi Chuan (o “Taiji Quan” se si trascrive questa espressione dagli ideogrammi cinesi in caratteri "romani" con lo standard "pinyin") è nato in Cina dall'incontro tra arti marziali e pratiche tradizionali per la salute e la longevità. Le sue più evidenti diversità da altre arti marziali sono costituite dal ruolo centrale assegnato ad azioni difensive basate sulla cedevolezza, e dall'impiego nei confronti dell'avversario della elasticità del corpo invece che della forza ottenuta con la contrazione iniziale dei muscoli.

Il Tai Chi Chuan non è soltanto un'arte marziale, anche se del tutto atipica. Da più di un secolo è infatti considerato una disciplina preziosa per migliorare la salute ed il benessere psico-fisico e praticabile a tutte le età. E negli ultimi due decenni i benefici per la salute indicati dalle esperienze di molti dei suoi maestri e dei loro allievi sono stati confermati da numerose ricerche condotte da prestigiose organizzazioni scientifiche.

Una caratteristica fondamentale del Tai Chi Chuan inteso come arte marziale è costituita dall'assecondare le azioni dell'avversario con cambiamenti continui e fluidi della mente e del corpo e senza opporsi con violenza, in modo da poterne trarre vantaggio al momento opportuno.

Queste sue caratteristiche si possono ritrovare nel suo stesso nome, che deriva dall'unione di due termini cinesi: "Chuan" ( Quan) - boxe, lotta - e "Tai Chi" (Taiji ) - principio supremo, letteralmente trave maestra. Il significato letterale del suo nome è allora: "Boxe del principio supremo". Secondo questo principio, che ha un ruolo centrale nell’antica cultura cinese, i continui cambiamenti ciclici di una realtà vitale che non si degrada e che non spreca le sue risorse sono quelli governati dalla mutua alternanza di due polarità - "Yin",cedevole, oscuro, ricettivo e "Yang", duro, luminososo, espansivo - che si sostituiscono l'un l'altra ciclicamente, in modo continuo ed armonico, senza contrastarsi a vicenda. Un simobolo ben noto anche ai nostri giorni è l'immagine di un cerchio entro il quale Yin, nero, e Yang, bianco, sono contemporaneamente presenti e si rincorrono l'uno con l'altro in perfetta armonia. La continuità della loro alternanza è indicata con la presenza "in nuce" di Yin nel massimo di Yang, e viceversa.   

Per quanto riguarda la sua storia, si ritiene che il Tai Chi Chuan nasca da una antica tradizione di esercizi mentali e fisici praticati in Cina dai monaci taoisti che vivevano sulle montagne del Wutang, ancora oggi "luogo deputato" del Taoismo. Le sue prime tracce storiche risalgono però agli allenamenti marziali praticati nel diciassettesimo secolo nel villaggio della famiglia Chen, che aveva un ruolo molto importante negli scontri militari che agitavano in quell’epoca la regione della Cina in cui viveva, e che manteneva segrete le arti marziali da essa praticate.

Le prime tecniche di Tai Chi Chuan subirono nei due secoli successivi una continua evoluzione ad opera della famiglia Chen, e la loro segretezza continuò ad essere gelosamente custodita. Si racconta che un giovane appassionato di arti marziali, Yang Lu-chan (1799 - 1872), stupito dall’efficacia di queste tecniche diverse da quelle comunemente impiegate, sia riuscito con degli stratagemmi ad essere ammesso nell’ambito della famiglia Chen ed a farsele insegnare. Ebbe poi il permesso di portarle a Pechino. Dopo qualche tempo iniziò ad insegnare Tai Chi Chuan alla corte imperiale Manciù. I suoi discendenti - in particolare suo nipote Yang Chen-fu - insegnarono “pubblicamente” il Tai Chi Chuan, trasformandolo progressivamente. Ne derivò lo stile “Yang” che probabilmente è il più diffuso tra gli stili di Tai Chi Chuan attualmente praticati. Con il tempo lo stile Chen e lo stile Yang hanno subito delle evoluzioni, e ad essi si sono aggiunti nuovi stili, che applicano gli stessi principi ma con regole di esecuzione diverse. Le caratteristiche marziali del Tai Chi Chuan permangono, e chi vuole può approfondirle a vari livelli.

Lo stile insegnato nella nostra Associazione è quello del prof. Cheng Man Ch'ing che negli anni '30 modificò la forma dello stile Yang per renderla più efficace (vedi la pagina Come praticarlo, nella quale sono anche riportate indicazioni sugli esercizi tradizionali e sugli altri stili del Tai Chi Chuan).    

A partire dagli anni cinquanta del secolo scorso il Tai Chi Chuan divenne in Cina una pratica sociale sostenuta dalle autorità perché dalla sua diffusione potevano derivare notevoli vantaggi per la collettività. Nel mondo occidentale il Tai Chi Chuan è stato introdotto negli anni ’60 ad opera del Prof. Cheng Man Ch'ing che iniziò ad insegnarlo negli USA, di pochi altri esperti cinesi che si recarono in Occidente, e di appassionati occidentali che in numero crescente andavano ad apprenderlo nelle scuole di arti marziali cinesi. Oggi il   Tai Chi Chuan è praticato, in oriente ed in occidente, da centinaia di migliaia di uomini e donne di tutte le età che ricercano buona salute, agilità ed equilibrio, forma fisica e mentale, ed infine capacità di concentrazione e di relazioni armoniche ed efficaci con le persone con cui interagiscono.


I PRINCIPI DEL TAI CHI CHUAN

I principi fondamentali del Tai Chi Chuan derivano da una parte della antica cultura cinese che è di grande attualità anche per noi occidentali.

Dalla medicina tradizionale sono state derivate alcune tecniche per l’accrescimento della vitalità del corpo e della mente: una respirazione profonda e “fine”, il mantenimento di una postura corretta, la eliminazione di rigidità fisiche e di tensioni mentali che possano ostacolare il flussi in tutto il corpo del sangue ossigenato e della cosiddetta “energia interna” o soffio vitale ”ch'i" ("qi"), ed infine la possibilità di stimolare questi flussi controllandoli con la mente (“l’energia segue il pensiero”).

Dal punto di vista marziale, il Tai Chi Chuan unisce a queste tecniche l’impiego nei confronti dell’avversario di una forza interna o forza elastica derivante dall’elasticità del corpo e non dalla contrazione delle masse muscolari, a somiglianza di quanto avviene quando si salta. Per sviluppare questa forza è necessario piegare le ginocchia e far leva su un piede radicato nel terreno sul quale si "scarica" il proprio peso e se possibile una parte dell'energia emessa dall'avversario nei nostri confronti. I testi classici del Tai Chi usano l’immagine di tendere l’arco prima di scagliare la freccia. Un'altra utile immagine di riferimento è quella della catapulta. In termini di fisiologia moderna si parla di "contrazione eccentrica" e di "pliometria".

Questa forza elastica rende disponibile una potenza meccanica relativamente elevata anche se per tempi brevissimi e con spostamenti di minima ampiezza. Per questa ragione essa deve essere impiegata quando si è già in contatto con l’avversario. Accrescere con il Tai Chi Chuan l'elasticità del proprio corpo è un esercizio utile per il nostro fisico che è praticabile a tutte le età.

Per applicare queste tecniche tutte le parti del corpo debbono essere controllate dalla mente, intesa come continua attenzione e volontà cosciente che con l'esercizio può diventare istintiva, e si debbono muovere insieme, in modo coordinato e con gli allineamenti richiesti per ottenere flussi intensi di energia interna e di forza elastica. Un elemento essenziale è la intenzione di eseguire i movimenti delle parti del corpo, che risultamo essere "propulsi" dalla mente. Come dicono i testi classici del Tai Chi Chuan, "prima nella mente e poi nel corpo".

Altri principi fondamentali del Tai Chi Chuan riguardano non noi stessi, ma i nostri comportamenti nei confronti del mondo esterno, e sono una diretta applicazione del pensiero trasmesso da “I Ching” (il “Libro dei Mutamenti” le cui prime tracce scritte risalgono al secolo XI a.C.) e dai testi del primo Taoismo (IV secolo a.C.). Da quella antica cultura ci arriva il messaggio di ricercare relazioni simbiotiche con il mondo con cui interagiamo, e di cui dobbiamo "sentire" di far parte, cercando di “ascoltare ed interpretare” i suoi continui cambiamenti ed adattandoci ad essi in modo flessibile, senza perdere il contatto. Il punto fondamentale è quello di cedere in modo flessibile ad azioni provenienti dall'esterno, senza opporsi con violenza, ed intervenendo in modo attivo soltanto quando è per noi più conveniente.

Questo messaggio è sempre più richiamato dalla cultura occidentale in un periodo storico in cui tutti - individui e organizzazioni - dobbiamo imparare a convivere con fenomeni globali che sono al di fuori del nostro controllo. Se riuscissimo ad applicarlo, ci sarebbe possibile rendere allo stesso tempo meno conflittuali e più efficaci le nostre interazioni con il mondo esterno.

Per applicare efficacemente questi principi a livello individuale, non soltanto in un esercizio “marziale” ma anche nella vita quotidiana, bisogna innanzitutto liberarci da ansie e preoccupazioni, e prendere il pieno controllo del nostro corpo e dei nostri comportamenti, mantenendo calma e tranquillità in ogni situazione. Nella tradizione del Tai Chi Chuan la capacità di avere una consapevolezza piena ma distaccata di noi stessi e della realtà con cui interagiamo è chiamata "spirito" ("shen").

La strategia di base consiste dunque, oltre che nell’impiego di tattiche di interazione con l’avversario basate sui principi del primo Taoismo, in una completa integrazione di mente e di corpo e nell’utilizzare al meglio le loro capacità vitali, mantenendo in ogni momento una completa disponibilità ai cambiamenti. È perciò necessario esercitarsi a controllare propriamente i nostri comportamenti evitando reazioni emotive, anche quando è richiesta grande prontezza di reazione e non è possibile intervenire con il ragionamento.

Se si riesce a raggiungere un buon livello in questo percorso di cambiamento, allora davvero "il morbido può vincere il duro" come dice Lao Tzu, cui è attribuito un testo fondamentale del primo pensiero taoista, il “Libro della Via e della Virtù”.

Non è da sorprendersi se il Tai Chi Chuan, disciplina che ci fa sviluppare le capacità che abbiamo indicato presentando i suoi principi, e che ci fa esercitare con intensità per accrescere vitalità e flessibilità della mente e del corpo, risulta ad un esame obbiettivo più efficace per la nostra salute e la nostra forma psico-fisica di molti altri esercizi, anche di quelli che in questi ultimi tempi sono diventati di moda.


PERCHE' PRATICARE IL TAI CHI CHUAN ?

Il Tai Chi Chuan è una disciplina praticabile a tutte le età. Dopo uno sforzo iniziale per apprenderne le regole di esecuzione è allo stesso tempo piacevole e molto efficace per il miglioramento delle nostre capacità psico-fisiche. Chi vuole può anche valorizzarne gli aspetti di gioco sportivo praticando lo "spingi con le mani".

In breve, i benefici più evidenti di una sua pratica regolare sono l’accrescimento della capacità di controllo del nostro corpo, della sua vitalità ed elasticità, della abilità di coordinare i movimenti di tutte le sue parti, e del senso dell’equilibrio. L’esperienza ha dimostrato che questi effetti sono utili per tutti, non soltanto per i non più giovani che vogliono migliorare o ritrovare agilità e prontezza di riflessi che hanno perduto, ma anche per chi praticando attività sportive come il tennis, il nuoto, l’alpinismo o la danza vuole potenziare le sue abilità psico-fisiche di base.

In modo meno visibile il Tai Chi Chuan ci aiuta a difenderci dagli stress, rinforzando la nostra capacità di liberarci da preoccupazioni e da ansie, ed a vivere con intensità il “presente” della nostra esistenza.

Le prove poi del possibile ruolo del Tai Chi Chuan come aiuto alla prevenzione ed alla cura di numerose infermità, da quelle del sistema respiratorio a quelle del sistema scheletrico, sono confermate non soltanto da numerose testimonianze ma anche da ricerche condotte da organizzazioni scientifiche. I collegamenti tra la pratica del Tai Chi Chuan e questi benefici sono in gran parte indiretti e nascosti. Alcuni di essi appaiono però evidenti. Ad esempio i movimenti fluidi di tutte le parti del corpo senza sovraccaricare le articolazioni costituiscono un evidente fattore di prevenzione dalle affezioni artritiche.

Infine, la pratica del Tai Chi Chuan può giocare un ruolo assai efficace nell'acquisizione dei principi fondamentali di autodifesa. Chi vuole può proseguire in questo percorso, allenandosi in quelle che sono chiamate “applicazioni marziali”.

Più in generale, il Tai Chi Chuan costituisce un viaggio alla scoperta ed alla valorizzazione delle capacità della nostra mente e del nostro corpo, che richiede tenacia e pazienza, concentrazione ed energia, ma che è assistito da una grande tradizione e dalle profonde conoscenze lasciate dai suoi grandi Maestri. È anche un modo di aiutarci a ritrovare in ogni aspetto della nostra vita capacità di ascolto e d relazioni efficaci con l’ambiente nel quale siamo immersi, oltre che, quando ci serve, la capacità di difenderci traendo vantaggio dalla aggressività delle persone con cui ci confrontiamo.

Il percorso necessario per giungere ad un livello elevato di preparazione non è breve e richiede l'insegnamento di un buon Maestro ed una pratica regolare e tenace, ma i primi benefici possono essere ottenuti dopo alcuni mesi. Per chi lo sceglie e lo pratica con attenzione, il Tai Chi Chuan è destinato a diventare una piacevole abitudine quotidiana.


PER SAPERNE DI PIÙ

Per un primo approfondimento sugli argomenti trattati in questa pagina si può fare riferimento alle seguenti documentazioni prodotte dall’Associazione e disponibili su questo sito:

Agli stessi argomenti sono state dedicate varie note riportate nelle newsletter dell'Associazione (vedi le sezioni "Le radici culturali", "I principi" e "Gli effetti" in INDICI NEWSLETTER). Chi voglia ricevere una copia di una o più delle newsletter indicate in questo indice può farne richiesta inviandoci una email. I Soci possono accedere ad un'area di questo sito a loro riservata, dove trovano, oltre che altri riferimenti, un archivio delle newsletter pubblicate (settanta al mese di ottobre 2011).

Indicazioni sui libri e sui siti Internet di maggiore interesse per il Tai Chi Chuan sono disponibili nella pagina TESTI E LINK).

Bisogna tuttavia ricordare che per il Tai Chi Chuan più che per altre discipline vale la regola aurea “La pratica vale più della grammatica”. Della pratica fanno ben s’intende parte la conoscenza e la comprensione approfondita dei principi e delle regole di esecuzione.